LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA


LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA


Perché l’8 Marzo i corridoi dell’ISM si riempiono di profumati fiorellini gialli? E cosa ne pensano i nostri compagni sul tema della parità tra uomo e donna? Questo è il momento giusto dell’anno per parlarne: scopriamolo insieme!


I diritti delle donne rappresentano uno dei pilastri fondamentali delle società moderne. Tuttavia, questi diritti non sono stati sempre garantiti: sono il risultato di lunghi percorsi di lotta sociale, politica e culturale. Nel corso della storia, milioni di donne hanno combattuto per ottenere maggiori dignità, libertà ed opportunità rispetto agli uomini.  

Una di queste eroine è proprio Malala Yousafzai (Mingora, Pakistan – 12 luglio 1997), la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. 
Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente colpita alla testa da dei talebani armati saliti a bordo dello scuolabus con cui lei tornava a casa da scuola, solo perché erano contro il fatto che le donne potessero avere un’istruzione.  
Il 10 ottobre 2014, Malala ha ricevuto il premio Nobel per la pace, e nel 2017 ha iniziato il suo percorso all’università di Oxford, all’indirizzo Filosofia, Politica e Commercio.  
Ancora oggi si batte per i diritti delle donne e per l’uguaglianza nel mondo. 

Abbiamo voluto condividere con i nostri lettori dell’ISM alcune delle sue frasi che ci hanno colpito particolarmente:  

Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.

Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato. [...] Questa è la filosofia della non violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa.

Pensavano che le pallottole ci avrebbero ridotto al silenzio, ma hanno fallito. Da quel silenzio sono nate migliaia di voci.

Non importa quanto sia piccola la tua voce, quando alzi la testa, puoi cambiare il mondo. 

Io non parlo per me stessa, ma per quelle voci che non hanno voce.



La Giornata internazionale della donna, anche nota come Giornata internazionale dei diritti della donna, è una ricorrenza internazionale che si celebra l'8 marzo di ogni anno e sottolinea l'importanza della lotta per i diritti delle donne, in particolare per la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l'attenzione su questioni come l'uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e le violenze contro le donne. 

Viene associata alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre.  

Spesso, nell'accezione comune, nella stampa e in campo pubblicitario viene erroneamente definita come Festa della Donna, anche se è più corretto definirla Giornata internazionale della donna, poiché la motivazione alla base della ricorrenza non è una festività, ma una riflessione.

In Italia la Giornata internazionale della donna è stata istituita per la prima volta nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista d'Italia. 
Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo: la mimosa, fiore scelto perché facilmente reperibile su tutto il territorio nazionale e che normalmente fioriva spontaneo, già prima di quella data, in molte località del centro e del sud Italia.  

Ma voi, popolo dell’ISM, come vivete la Giornata internazionale della donna? E quanto ne sapete su questo argomento? 
Lo abbiamo chiesto ad alcuni amici di prima, seconda e terza media: vediamo come ci hanno risposto!


D: C’è stato un momento preciso in cui hai capito che uomini e donne non vengono trattati allo stesso modo?
A1: Sì, me ne sono accorta innumerevoli volte, mentre crescevo, nel mondo del lavoro e in generale.  
A2: Me ne sono accorta particolarmente in una lezione di storia con il prof. Cappi.
A3: Sì, precisamente durante un’ora di tecnologa, quando abbiamo avuto occasione di parlarne meglio. 

D: Qual è una forma di discriminazione sottile che secondo te viene spesso sottovalutata?
A1: Secondo me, in alcuni paesi, come quelli dell’est, non veniamo considerate abbastanza.  
A2: C’è ancora molta discriminazione sul lavoro, e sulla differenza economica ed il salario. 
A3: Sì, secondo me quando ci si aspetta più dall’uomo che dalla donna, perché reputo che siano tutti in grado di fare le stesse cose! 


D: Se potessi cambiare una sola cosa nell’educazione o nelle leggi per favorire la parità, quale sarebbe?
A1: Cambierei assolutamente il fatto che i diritti non sono completamente uguali, e in alcuni Paesi le donne non sono libere di uscire sole (senza essere accompagnate da uomini) ed anche di andare a scuola.
A2: Vorrei cambiare il fatto che in abito lavorativo ci sono preferenze! 
A3: Io metterei più ore di lezione, o di educazione civica, per parlare di questi temi e per indirizzare per la giusta via la nuova popolazione. 

D: Quanto influisce l’estetica nella percezione di una donna oggi?
A1: L’estetica oggi influisce più di tutto, secondo me anche la maggior parte dell’impressione sulle donne è misurata in base all’estetica ed alla bellezza. 
A2: Influisce molto su chi non conosci, ma su chi conosci credo conti molto più il carattere. 
A3: Oggi l’estetica influisce fin troppo sulle donne. 

D: Quale diritto delle donne viene dato per scontato ma non è realmente garantito?

A1: Il diritto meno rispettato è il fattore dell’eguaglianza: perché le donne ricevono comunque un salario minore svolgendo lo stesso identico lavoro di un uomo? 
A2: Il fatto che uomini e donne siano uguali! In Italia non è sempre così, ma soprattutto negli altri Paesi andrebbero cambiate alcune leggi! 
A3: Un diritto che viene dato per scontato è la possibilità di lavorare e l’uguaglianza nel settore del lavoro.

D: Come immagini la condizione delle donne tra 20 anni?
A1: Tra 20 anni, spero che la mentalità cambi completamente. 
A2: Tra 20 anni dovremmo, ameno in Italia, essere considerate uguali (completamente) agli uomini. 
A3: Tra 20 anni sarà sicuramente meglio, anche se non avremo ancora raggiunto il nostro punto d’arrivo. 

D: Quale stereotipo sulle donne ti fa alzare di più gli occhi al cielo?
A1: Uno stereotipo che odio è quello della “donna perfetta ed ordinata”. Non lo sopporto proprio, anche perché sono tutta il contrario!
A2: Un pregiudizio che gli uomini pensano è che le donne devono curare molto l’estetica (la figura). 
A3: Mi fa innervosire il fatto che tutti pensano che le donne possano fare meno rispetto agli uomini!

D: Pensi che ci siano delle differenze sostanziali tra uomini e donne? Se sì, quali?
A1: No, perché davanti alla giustizia dovremmo essere tutti uguali. 
A2: La maggior differenza tra uomini e donne è la concentrazione! 
A3: La differenza principale tra uomo e donna è sicuramente il modo di pensare. 

D: Le istituzioni fanno abbastanza per preservare i diritti delle donne?
A1: A parer mio, le istituzioni si dovrebbero impegnare di più non solo nel nostro Paese, ma soprattutto in quelli più svantaggiati in questo obiettivo. 
A2: Dipende dallo stato, ma in Itaia, nel corso della storia ci sono stati molti efficaci cambiamenti che hanno cambiato la nostra condizione in positivo! 
A3: Sì, in Italia le istituzioni sono efficaci, ma purtroppo in altre parti del mondo no. 

D: Se la parità di genere fosse una app, a che punto sarebbe l’aggiornamento: 2.0, di più o ancora versione beta?
A1: Saremmo all’aggiornamento 1.5, perché negli ultimi anni abbiamo ottenuto parecchi diritti, ma c’è ancora tanta strada da fare!
A2: In Italia saremmo a 1.95, in altri stati del mondo (Medio Oriente) molto bassa, anche versione beta! 
A3: Direi una via di mezzo, tipo 1.0! 

D: Se potessi cancellare con una gomma magica una disuguaglianza tra uomini e donne, quale cancelleresti?
A1: Cancellerei sicuramente gli uomini che si credono di essere più importanti delle donne! 
A2: Vorrei cancellare i pregiudizi e gli stereotipi relativi ad entrambi: non è vero che i maschi non possono piangere e che le femmine non possono giocare a calcio! 
A3: Vorrei cancellare il fatto che le donne non possano reagire in un certo modo. 

D: Secondo te chi ha più paura della parità: chi la chiede o chi la deve ricevere?
A1: Per me chi la chiede. 
A2: Credo chi la riceve: magari non è pronto a tutti quei cambiamenti! 
A3: Di sicuro chi la chiede, non cambierebbe idea così facilmente. 

D: C’è una frase “tipica” che le donne si sentono dire troppo spesso? Se sì, quale?
A1: Una frase tipica detta alle donne secondo me è: “Sono un uomo, ho sempre ragione” 
A2: Si, certo! Per me è: “Che cosa stai facendo, non ne saresti in grado” 
A3: La frase più usata è “Le donne devono stare a casa, badare alla famiglia e non andare a lavorare”.

D: Siamo davvero pronti alla parità o ci piace solo parlarne?
A1: No, assolutamente no, non siamo ancora pronti. Alcuni lo fanno solo per parlare, perché sarà difficile convincere anche chi non vuole ascoltare.
A2: L’Italia forse potrebbe anche essere più o meno pronta, anche grazie alla nostra religione. Ma ci sono senza dubbio altri posti nel mondo in cui, anche in base alla loro fede, le donne non sono considerate allo stesso modo degli uomini.
A3: Siamo a metà tra l’idea e qualcosa di concreto; quindi, non siamo ancora del tutto prontissimi. 

D: È più difficile cambiare le leggi o la mentalità?
A1: Di sicuro è più difficile cambiare la mentalità, è più duratura, e le leggi si possono cambiare facilmente.
A2: Ovviamente la mentalità, non si può “obbligare” qualcuno ad essere d’accordo!
A3: Scuramente la mentalità, perché è astratta e non può essere controllata.





 

 

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